sabato 11 novembre 2017

Massimo Bezzati parla del Festival 'SELVA NERA'





Si è appena conclusa la prima edizione del festival internazionale di lungometraggi di genere horror “ Selva Nera” tenutosi in provincia di Padova, quale è stata la motivazione che ti ha spinto ad organizzare  un evento cinematografico dalla tematica così singolare?
Buongiorno a tutti! Io e Stefano Bovi, scrittore e regista romano, abbiamo deciso di organizzare il “Selva Nera International Fantastic Film Festival”, primo festival di questo genere in Veneto, essenzialmente per 2 motivi. Il primo è quello di far conoscere film, sia italiani che stranieri (da tutto il mondo), che difficilmente troverebbero in Italia uno sbocco distributivo al cinema o nell’home video. Il secondo è favorire l’incontro e lo scambio di idee, in maniera assolutamente informale, tra artisti e pubblico.
Una manifestazione completamente gratuita con tanti lungometraggi e cortometraggi proiettati nelle giornate del 4  e del 5 novembre. Come sei riuscito ad organizzare un evento di questo spessore?
Hai detto bene: manifestazione gratuita. Un “dettaglio” che, puoi immaginare, fa sempre piacere al pubblico. Organizzare un evento del genere, piccolo ma estremamente complesso, è stato un parto gemellare, se non peggio! Abbiamo fatto tutto praticamente solo in 2 organizzatori, senza sponsor, aiuti politici, nell’indifferenza generale. Gli unici ad aiutarci, di fatto, sono stati i fans del cinema horror, il nostro pubblico. Senza di loro, senza il loro entusiasmo e senza l’aiuto che ci hanno dato sarebbe stato ancora più difficile.


Quali sono stati i vincitori e con quale motivazione sono stati premiati?
Il premio più importante, cioè il Miglior Film, è stato dato al lungometraggio australiano “Cat sick blues” di Dave Jackson. Un vero gioiellino del cinema estremo e trasgressivo, per certi versi geniale, completamente fuori di testa! Il Premio del Film più Originale è andato a “Sangue misto”, un film horror antologico italiano (7 registi per 7 episodi) nato da un’idea del genovese Davide Scovazzo. Ha vinto il premio per l’originalità della sua sceneggiatura. Il Premio del Pubblico è finito nelle mani di Diego Carli e del suo “Il caso Anna Mancini”, un piccolo cult horror parlato tutto in dialetto veneto. Il Premio alla Carriera invece è andato al mitologico regista veronese Andrea Marfori, autore negli anni 80 del cult trash “Il bosco 1”, film poi diventato famosissimo e distribuito un po’ in tutto il mondo.



Il Festival si è concluso da pochissimo, facendo una stima della manifestazione, come è stato accolto dalla cittadinanza e quali sono le tue valutazioni?
Dalla cittadinanza padovana il festival è stato accolto un po’ freddamente, purtroppo. Il pubblico nei 2 giorni del festival è stato numerosissimo, competente ed entusiasta. Però meno di un terzo degli spettatori era padovano/veneto, bensì in larga maggioranza da tutta Italia (Friuli, Lombardia, Liguria, Toscana, Campania…). Il “Selva nera” ha avuto un grande successo di pubblico, ma ci aspettavamo più visitatori della zona, anche perché avevamo fatto tantissima pubblicità sul territorio. Speriamo che per la seconda edizione del festival, nel 2018, ci sia una maggiore presenza di spettatori padovani. Noi li accoglieremo a braccia aperte! In generale, riguardo questa prima edizione, non possiamo fare altro che valutazioni positive, visto il grande afflusso di pubblico e artisti, e l’entusiasmo generale nei 2 giorni del festival!





Cosa vorresti aggiungere a questa intervista che non è stato ancora detto?
Vorrei aggiungere dei ringraziamenti alle poche ma generose realtà che ci hanno aiutato e pubblicizzato maggiormente in questa prima edizione: i ragazzi del gruppo Facebook “Horror Estremo”, Andrea Bianchi di “Cinema zoo”, Andrea Rurali e il sito di cinema “Cineavatar”, il sito “Cinema Italiano Database”, “Radio Cooperativa” di Padova, “Radio Onda d’Urto” di Brescia e  “Radio Stonata” di Bari. Un caloroso ringraziamento anche a voi che ci avete gentilmente concesso questo spazio per parlare del festival!
 E noi del blog ricambiamo con un caloroso IN BOCCA AL LUPO, invitando tutti i nostri lettori all’edizione dell’anno prossimo!!!!

Intervista di Joe Lake.



giovedì 7 settembre 2017

PREMIO CINEMA VENETO LEONE DI VETRO 2017


La presentatrice Vittoria Tomasi, il giornalista Domenico Iannacone ed il 'patron' del premio Matteo Tosi


7 settembre 2017: grande successo di pubblico, artisti, eleganza e glamour per il Premio Cinema Veneto Leone di Vetro, arrivato quest’anno alla sua 3° edizione.
Una fatica che ricompensa pienamente grazie alle soddisfazioni che ogni anno riserva ”ci confessa il suo ideatore, Matteo Tosi, elegantissimo nel suo smoking firmato Pierre Cardin. “Un progetto nel cassetto che poi ha trovato un imprenditore come Mauro Furlan ed è finalmente diventato una realtà. Io ho voluto creare il Premio Cinema Veneto Leone di Vetro perché penso sia importante avere situazioni d’incontro come quelle di questa sera. I riconoscimenti sono importanti, non semplicemente per fare una festa, ma perché è giusto conoscere i protagonisti di chi fa Cinema, Arte, Cultura e questa sera se ne vedranno molti. La nostra regione ha dato parecchio al cinema e sono convinto possa dare ancora di più, ma bisogna fare squadra e io mi auguro che in queste circostanze si creino le premesse per realizzare tutto questo”.
I premiati della serata sono stati: Francesco Bonsembiante, produttore di numerosi film tra i quali ‘L’ordine delle cose’, presentato alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia; il regista Marco Segato, noto  per il film ‘La pelle dell’orso’; Giovanni Andreotta, vincitore per la migliore fotografia, il regista Renzo Carbonera per il film ‘Resina’ e la bellissima attrice Eleonora Bolla.

I premiati

L’affascinante ‘patron’ della serata Matteo Tosi ha premiato personalmente il giornalista del programma ‘I Dieci Comandamenti’ in onda su RAI 3, Domenico Iannacone per il reportage ‘Viva Venezia’. Un premio, ci spiega Matteo Tosi: “per aver saputo raccontare con coraggio e verità, attraverso uno sguardo personale, con narrazione cinematografica,  la realtà di un luogo unico, ma fragile e sempre più svuotato di identità, come Venezia, realizzando per il servizio pubblico un prodotto giornalistico d’autore”. Il giornalista Domenico Iannacone ha dedicato, molto romanticamente, il premio alla sua compagna, veneta appunto, dicendo di aver voluto fare un reportage su Venezia perché è una delle città più complicate da raccontare, debole dal punto di vista strutturale, ma con una densità emotiva ancora presente e spera che il Veneto abbia una maggiore attenzione in futuro poiché lo merita veramente.
Premiato il giornalista Domenico Iannacone dall'attore, ideatore del premio, Matteo Tosi


Il Premio International Cinema Avanspettacolo Award è stato consegnato ad un icona del Cinema degli anni ’70, Fabio Testi, che ha deliziato il pubblico con la sua simpatia e modestia, dedicando una poesia, ‘Il bacio’ di Pablo Neruda, a tutte le donne presenti.



Mauro Furlan, Fabio Testi e Matteo Tosi



Si ringraziano la presentatrice della serata, Vittoria Tommasi, in uno splendido abito rosso e il produttore Mauro Furlan che ha saputo investire, in modo intelligente, in un premio nuovo, ma necessario a valorizzare la creatività veneta. La serata è stata allietata dalle splendide danze, musiche e coreografie di Nù Art che oltre ad Avanspettacolo solo grandi locali americani, londinesi  e parigini possono offrire.

Per chi non avesse potuto assistervi quest’anno, appuntamento all'anno prossimo con la quarta attesissima edizione.



Scritto da J. L.

sabato 25 marzo 2017

UNA GIORNATA DEDICATA ALL’HORROR PER IL FERRARA FILM FESTVAL




25 marzo - Penultimo giorno di proiezione cinematografica al Ferrara Film Festival  e il genere horror  è il grande protagonista con due lungometraggi  d’eccezione: ‘Rupture’ di Steven Shainberg e ‘House of Evil’ di  Luca Boni e Marco Ristori, preceduti dai due short movie ‘Orion’ diretto da Spencer Currie e ‘Stella’ di Massimiliano d’Epiro con Fausto Maria Sciarappa e Violante Placido.
Gli appassionati  del genere hanno potuto spaziare da un horror di tipo classico come ‘House of Evil’ , che narra la storia di una giovane coppia trasferitasi in una grande casa di campagna purtroppo infestata da strane presenze malefiche che renderà la loro vita difficile, a un horror come ’Rupture’ dove strane persone rapiscono una giovane donna per esperimenti genetici.  Due film, dunque, di grande impatto, seppure completamente diversi.
Secondo quanto ci rivela il simpaticissimo regista Luca Boni presente in sala assieme a William Gambini, uno degli attori del film che qui interpreta la parte di un pazzo  assassino,  ‘House of Evil’ è ambientato negli Stati Uniti, ma in realtà è stato girato interamente nella nostra Toscana seppure in lingua inglese. Oltre al paesaggio già stupendo di suo, il film offre splendide inquadrature e lunghi primi piani sugli attori, in particolar modo sullo sguardo glaciale del bellissimo Andrew Hardwood Mill che aumenta di molto la tensione ed inquieta lo spettatore. Una grande casa ‘del male’ come ci rivela il titolo stesso del film; un ambiente spazioso, apparentemente bellissimo, ma che nasconde nei suoi sotterranei una miriade di scarafaggi ed uno sconvolgente mistero.

con il regista Luca Boni


con l'attore William Gambini


Completamente diverso ‘Rupture’, proiettato per la prima volta in Italia proprio in occasione del Ferrara Film Festival  con una straordinaria Noomi Rapace (conosciuta soprattutto per il film ‘Uomini che odiano le donne),  qui nel ruolo di Renée Morgan, una giovane divorziata con un figlio dodicenne a carico, che viene costantemente osservata da telecamere nascoste e sparse in tutta la sua casa per essere poi rapita e dover cercare di sfuggire da un laboratorio di esperimenti genetici al di fuori di ogni legalità.  Un film intenso, adrenalinico, emozionante al cento per cento, con una tematica nuova  che riesce a tenere gli spettatori incollati allo schermo per l’intera durata del film senza concedere loro mai un momento di noia.

Ancora una volta il Festival ha mostrato il suo valore con la scelta di film di qualità, capaci di emozionare in tutti i sensi il pubblico presente in sala. L’horror rappresenta sempre un genere a sé, che attira i suoi appassionati sempre più esigenti e, per questo, il non cadere nel banale è importante. 

Noomi Rapace in una scena del film.


di Joe Lake

martedì 21 marzo 2017

AL FERRARA FILM FESTIVAL L'ATTORE MASSI FURLAN CON TRAFFICKED



L'attore Massi Furlan con l'organizzatore del Festival Maximilian Law ed il vice sindaco 

Applausi, applausi ed applausi al Film Festival di Ferrara che è iniziato il 21 marzo con la prima mondiale del film ‘Trafficked’ per la regia di Will Wallace al Cinepark Apollo della città estense. La sala era gremita di pubblico, stampa e ospiti sia internazionali che nazionali; la presentazione dell’evento da parte dei suoi organizzatori, Maximilian Law e Alizè Lantini, tenutasi sia in lingua italiana che inglese ha entusiasmato i presenti, permettendo loro di avere un’idea generale del festival, le motivazioni per le quali è stato creato, le associazioni che lo patrocinano ed i film che saranno la vera anima della rassegna cinematografica.
Una particolare attenzione è stata riservata per la prima volta alle persone non udenti, le quali potevano leggere simultaneamente sullo schermo ciò che veniva presentato e argomentato.

L'attore Massi Furlan e gli organizzatori Maximilian Law e Alizè Lantini



Emozionante la presenza in sala dell’attore Massi Furlan, arrivato da Los Angeles per la presentazione del film ‘Trafficked’, in cui recita la parte di uno spietato messicano chiamato Cesar. “Ho saputo che stavano facendo i provini per questo film e che c’era il ruolo del messicano Cesar, ho saltato tutte le tradizioni che sono quelle di essere proposto dall’agenzia, fare il provino e ho scritto direttamente alla produttrice dicendole che faccio sempre parti del cattivo e che avevo sentito che stavano cercando un attore per interpretare Cesar, quel ruolo era praticamente per me poiché ‘parti simili le mangio tutte le mattine per colazione’, la battuta le è piaciuta ed è iniziata la collaborazione per questo film”, ci svela l’attore durante la rassegna stampa. 

Particolarmente rilevante  è stata la presenza dei produttori del film: Conroy Kanter, Frank Mayor e Bianca Goodloe, giunti a Ferrara per l’occasione.  “Trafficked si basa sul libro ’Sex Trafficking: Inside the Business of Modern Slavery’ ed era una storia che aveva bisogno di essere raccontata,” ci spiega la produttrice Conroy Kanter. “Il Ferrara Film Festival è un evento come nessun altro; c’è molto contatto personale, ci sono film con tematiche sociali come il cortometraggio dell’UNICEF presentato prima del film. Questo film ha toccato il mio cuore.”
con la produttrice Conroy Kanter

Un sold out di pubblico e stampa hanno accolto questa proiezione con grande interesse, rivelatasi un successo sia per la cruda tematica sociale del traffico umano che per  le interpretazioni di un cast davvero eccezionale come: Ashley Judd, Sean Patrick Flanery , Kelly Washington e ovviamente Massi Furlan.  
Il film è stato anticipato dal cortometraggio ‘Invisibili’ patrocinato dall’UNICEF per sensibilizzare gli spettatori sulla tematica attuale, come l’arrivo di giovani profughi minorenni  ed il loro abbandono da parte della società. A presenziare il doc-film, oltre alla regista, anche Paolo Rozera, direttore UNICEF ITALIA.
Ferrara, città meravigliosa e ricca di storia, arte e cultura si è prestata a questa giovane, ma prestigiosa manifestazione anche con gli elogi del vice sindaco Massimo Maisto che ha parlato con grande enfasi ed entusiasmo di questa seconda edizione del Festival.
Il successo di questa prima giornata è di buon augurio per tutta la durata della manifestazione e un auspicio affinché esso continui a esistere e a crescere anche negli anni futuri.


 di Joe Lake 


domenica 26 febbraio 2017

FERRARA FILM FESTIVAL - Intervista a Maximilian Law

     
Maximilian Law


Maximilian Law, una vita tra Italia e Los Angeles, puoi presentarti in modo che i nostri lettori possano conoscerti?

Che posso dire; sono nato a Ferrara, ho 35 anni e attualmente vivo a Los Angeles  dal 2016, ho fondato il Ferrara Film Festival che quest'anno si terrà dal 21 al 26 marzo nell'omonima città Il mio background professionale spazia sia a livello commerciale che cinematografico. Ho scritto sceneggiature, ho avuto una casa di produzione che si chiamava ‘GRP‘ per tre anni , dove abbiamo pubblicizzato importanti marchi come Armani, Red Bull e altri.
Il motivo per cui spazio tra Italia e Stati Uniti è perché sono italiano e sono molto legato alla mia città; anche per questo, ho avuto il piacere e l’onore di organizzare questo evento  cinematografico. Continuo a scrivere sceneggiature per la mia casa di produzione, ‘Perpetuus’ , e ogni anno mi propongo di fare un film.

Tu sei l’organizzatore del Ferrara Film Festival, come è nata questa idea?

L’idea del Ferrara Film Festival’ è nata nel 2013. In una delle mie visite annuali  a Ferrara ho presentato l’idea al sindaco, al vice-sindaco ed ai collaboratori che ritengo ancora oggi molto importanti. In maniera naturale, essendo io un tramite tra Stati Uniti e Italia, ho dunque portato un pezzo di Hollywood a Ferrara, facendo una cosa un po’ al contrario rispetto al consueto.  L’anno scorso, la prima edizione è stata recepita molto bene anche dalla stampa poiché la differenza con gli altri Festival è notevole. Siamo un Festival totalmente indipendente, finanziato completamente da privati, sul tipo del Sundance Film Festival ideato da Robert Redford ed il messaggio, dunque, è che il Festival è di tutti.



Hai scelto Ferrara, città d’arte e di storia, quale location farà da sfondo alla manifestazione?

Ho scelto Ferrara perché è una città ricca di arte, patrimonio dell’Unesco. Le due locations principali sono il Cinepark Apollo e il Palazzo della Rocchetta. Al Cinepark Apollo verranno proiettati i film in concorso e fuori concorso. Le proiezioni saranno spesso precedute da introduzioni e presentazioni di registi e filmakers. Al Palazzo della Rocchetta, invece, avverranno le mostre a tema cinematografico , tra cui quella della Marvel chiamata ‘Superhumans’, e una seconda intitolata ‘Uno sguardo inedito a Michelangelo Antonioni’ che ha visto la collaborazione anche della famiglia Antonioni e una retrospettiva  a Lidia Borelli e il primo divismo del cinema In Italia. Ricordo che l’attrice, assieme a Eleonora Duse,  ha segnato il cinema degli anni ’20. Oltre  alle mostre,  ci saranno incontri ‘Face to Face’, degli industry panel  con meetings tra pubblico e professionisti  del cinema.

Un film festival  ricco di pellicole interessanti, verso quale cinema si orienta l’evento: una cinematografia indipendente o quella delle grandi majors?

Sì, il Ferrara Film Festival è ricco di pellicole veramente interessanti, sei prime mondiali, quattro prime europee e quattro prime italiane. Il nostro focus è attualmente rivolto al cinema indipendente, ciò non vuol dire che in futuro anche grandi majors non vi parteciperanno. Abbiamo ricevuto moltissime iscrizioni di pellicole da tutto il mondo, noi ne abbiamo selezionate 24, 12 lungometraggi e 12 cortometraggi.  Un’altra unicità del Festival che ci permette di avere così tante anteprime è che tutto viene  organizzato direttamente da Los Angeles.




E’ prevista la presenza di attori in sala? Puoi annunciarci già qualche nome?

La presenza di attori in sala al momento la teniamo ancora riservata, perché per i festival gli ospiti sono spesso un punto interrogativo fino anche all’ultimo momento. Tuttavia, la maggior parte di produttori e registi dei film in concorso verranno, soprattutto per il nostro film di apertura “Trafficked” con Ashley Judd; i produttori verranno da Los Angeles a Ferrara e faremo anche un incontro interessante per il film “Ovunque tu sarai” con Primo Reggiani e Ricky Memphis.


Per coloro che desiderano assistere alle varie proiezioni e vengono da altre regioni, è previsto un biglietto? Come possono acquistarlo?

I nostri biglietti possono essere acquistati online; faremo un annuncio sia sui giornali che sui social media. Abbiamo anche una pagina Facebook, una Twitter e una Instagram; ovviamente, i biglietti potranno essere acquistati anche sul posto.


Il Ferrara Film Festival si aprirà con la première in anteprima mondiale di “Trafficked”, perché questa scelta? Dove si svolgerà l’evento e chi ci sarà a presenziarlo? Per gli amici spettatori che volessero parteciparvi, è richiesto un invito?

Ogni spettacolo sarà abbinato ad un cortometraggio, quindi il film “Trafficked” sarà collegato con il cortometraggio “Invisibili” prodotto dall’UNICEF. Entrambi trattano argomenti molto simili e per questo, ci teniamo a lanciare un messaggio importante per un argomento un po’ tabù come il traffico di esseri  umani. Per quanto riguarda le presenze in sala è già confermata quella di tutti i produttori del film e di uno degli attori protagonisti che è Massi Furlan. Tutti parteciperanno anche ad un industry panel  il giorno successivo la prima del film che si terrà al Palazzo della Rocchetta. Tutte le info saranno comunque pubblicate sia sui media che sul sito ufficiale del Festival.

L'attore Michele Placido
Intervista realizzata da Joe Lake.






mercoledì 14 settembre 2016

Premio Cinema Veneto Leone di Vetro.



Premio Cinema Veneto Leone di Vetro


Si è svolto nella sera dell'8 settembre presso AVANSPETTACOLO Theatre restaurant di Venezia la 2° edizione del Premio Cinema Veneto Leone di Vetro, istituito dall'attore Matteo Tosi, il quale si è impegnato in prima persona in questo progetto con lo scopo di promuovere le eccellenze e i nuovi talenti della cinematografia veneta. Un premio unico nel suo genere che ha riscontrato grande successo di pubblico e di critica anche in questa edizione. Tanti sono stati i premiati nelle varie categorie: i produttori Michele Calì e Federica Andreoli per la veronese A.c. Production, il fotografo rodigino Mattia Zoppellaro, i registi vicentini Luca Immensi e Giulia Brazzale e al regista padovano Enrico Lando. Leone di Vetro all'attrice Sara Lazzaro che ha recentemente recitato nel film "The Young Pope" di Sorrentino e all'attore Ludovico Girardello, noto per "Il ragazzo invisibile" di Gabriele Salvatores. Premio Leone di Vetro anche al direttore della fotografia Lorenzo Pezzano.
I premiati 


Questo premio, voluto proprio in occasione della Mostra del Cinema di Venezia, è stato reso possibile, come ci dice lo stesso attore Matteo Tosi grazie a:"l'incontro dei desideri di un produttore che è Mauro Furlan, titolare del locale, il quale desiderava fare una serata di questo genere e la collaborazione organizzativa di Antonella Marcon."

L'attore e istitutore del premio Matteo Tosi ed il produttore Mauro Furlan 



Al centro l'organizzatrice Antonella Marcon 

Ospite d'eccezione in questa splendida serata di gala, la bellissima attrice Maria Grazia Cucinotta che, dopo essersi concessa per foto, interviste, autografi, ha ricevuto il Premio International Cinema Avanspettacolo Award 2016, voluto proprio da Mauro Furlan.

Gli attori Maria Grazia Cucinotta e Matteo Tosi 


Un collegamento video da Los Angeles ha arricchito ed entusiasmato gli spettatori in seguito agli interventi di esponenti della cinematografia veneta che lavorano all'estero, quali: Paola Cipollina, Max Leonida, Edoardo De Silvestris e Mauro Borrelli.

Un premio questo che richiama un po' la Notte degli Oscar perché gli ospiti e il pubblico hanno potuto godere dello straordinario spettacolo di Nu-Art.



I conduttori erano due bravi attori italiani, quali: l'affascinante Rita Rusciano e lo stesso patron del Premio Matteo Tosi...dopo questo successo, si pensa già alla 3° edizione.


Rita Rusciano e Matteo Tosi 


J.L.

lunedì 8 febbraio 2016

La Première del film Seline a Milano



Gli attori protagonisti: Matteo Tosi e Flavia Monteleone con il regista Luciano Silighini



Il 2 Febbraio è stato presentato al The Space Cinema Odeon di Milano la Prima Internazionale del film 'Seline' per la regia di Luciano Silighini Garagnani. Erano presenti in sala i due attori protagonisti, Matteo Tosi e Flavia Monteleone, e tutto il cast al completo.
Una serata ricca di emozioni che non ha avuto nulla da invidiare alle prime dei film hollywoodiani. Una suggestiva sala gremita di gente, attrici splendidamente vestite con abiti da gran soirèe, un palco dove sono stati presentati tutti gli attori. Il regista si è soffermato in una breve descrizione del film, sottolineando gli aspetti più intimi e personali della trama.


Alexander, il protagonista, magistralmente interpretato dall'attore Matteo Tosi, è un quarantenne che, in seguito ad una serie di difficoltà lavorative e familiari, si trova ad affrontare una profonda crisi interiore. Dagli Stati Uniti, in cui vive con la sua famiglia, ritorna nei luoghi della sua infanzia per superare questo momento di difficoltà. Disperazione e confusione affollano la sua mente, quando, per puro caso, nella casa paterna apre un libro di fiabe che lui stesso leggeva a sua figlia prima di addormentarla. Il libro si anima magicamente e gli appare una fata (Flavia Monteleone) che, come un moderno Virgilio, lo conduce in un percorso sensoriale e psicologico che avrà un esito inaspettato.

Il cast al completo

Una storia semplice, ma allo stesso tempo profonda, che è stata molto applaudita dai più di 300 spettatori presenti in sala, addetti ai lavori compresi. Un'ovazione per l'attore Matteo Tosi che, con la sua grande professionalità, ha saputo trasmettere al pubblico le emozioni del protagonista e,ovviamente, al regista che è anche autore della storia.
Un film realizzato tra Stati Uniti ed Italia, con una location alpina, in Trentino, ricca di scenari meravigliosi che ben si compenetrano alla storia, suscitando nel pubblico un'emozione in più.
Una première doc, questa di Milano, che è di buon auspicio per le prossime proiezioni ai vari concorsi internazionali, tra cui, quello della EFM Berlinale 2016.  


Lo Staff.

L'attore Matteo Tosi nel ruolo di Alexander

I Fans con il regista e l'attore

Dal film "Seline"

Per ulteriori informazioni:

Seline - The Movie

Première Seline a Milano

Trailer Seline

Seline Soundtrack